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CAMPAGNOLA
DESCRIZIONE:
Paesello della bassa padovana documentato già nel 1227 si affaccia ora al mondo di internet ...
Piccola frazione del comune di Brugine in provincia di Padova nella regione Veneto, confinante con i comuni di Piove di Sacco e Pontelongo.
La frazione di Campagnola dista 2,01 chilometri dal medesimo comune di Brugine cui essa appartiene.
Del comune di Brugine fa parte anche la frazione di Boschetti che dista 2,60 cholometri da Brugine.
La frazione di Campagnola sorge a 6 metri sul livello del mare. Nella frazione di Campagnola risiedono circa 1913 abitanti.
Il paese si può suddividere in 5 contrade:
- Centro
- Buzzacarina
- Conche
- Porto
- Rialto
Agricoltura
L'agricoltura è la prinipale attività di questa zona. Si coltivano prevalentemente granoturco, grano, barbabietola da zucchero, patate, ortaggi, frutta.
Allevamento
Rilevante è l'allevamento di bovini e suini, con produzione di carne, latte e salumi.
Industria
Predominanza delle piccole e medie imprese.
Ss. Pietro e Paolo - Brugine
Nel 1227
una sentenza, conservata nel codice statutario comunale di Padova, menzionava per la prima volta Campagnola. La più antica attestazione della sua chiesa è del 1297: la decima papale di quell’anno la ricorda come dipendente dalla pieve di San Martino di Piove con il titolo di Santa Maria. Nel 1489, all’epoca della visita pastorale di Pietro Barozzi, la chiesa viene descritta come intitolata a santa Maria oppure a san Pietro. Finì col prevalere il secondo titolare con l’aggiunta di san Paolo. All’epoca la chiesa aveva tre altari e una cappella, il curato era nominato dalla colleggiata di Piove, i benefici erano dei Buzzacarini, che avevano il patronato sulla vicina chiesa di San Giovanni Battista, già monastero femminile, legata a San Pietro. Fu la comunità di Campagnola a ricostruire a proprie spese tra 1755 e 1758 la nuova chiesa, consacrata nel 1875. Il campanile fu aggiunto nel 1914. Recente la ristrutturazione del centro parrocchiale e del patronato, mentre nel 2000 è stata acquistata una casa alpina.
L'ARTE
La c
hiesa parrocchiale di Campagnola conserva diverse opere d’arte: tra queste, un olio su tela raffigurante la Madonna con Gesù Bambino in trono tra sant’Antonio e san Giuseppe, opera collocabile tra il 1575 e il 1598 e firmata da Benedetto Caliari, fratello di Paolo, il Veronese. Sulla pala d’altare del Seicento sono raffigurati san Nicola di Bari, santa Margherita di Antiochia con il crocifisso con cui sconfisse il demonio, san Biagio e sant’Osvaldo di Northumbria, il cui culto come martire è diffuso, oltre che nei paesi anglosassoni, anche in molte chiese del Veneto. Questo santo guerriero realmente vissuto nel settimo secolo dopo Cristo, considerato in Inghilterra un eroe nazionale, fu re di Northumbria. Convertitosi al cristianesimo, favorì il diffondersi della religione cristiana mediante la fondazione di chiese e monasteri. Fu brutalmente ucciso nell’anno 642 combattendo contro il re pagano Penda.
Titolari: santi Pietro e Paolo apostoli; festa patronale: 29giugno.
Festa di san Giovanni Bosco: ultima domenica di gennaio.
Posizione georafica
I SANTI PATRONI
SS. Pietro e Paolo
29 GIUGNO
CONOSCIAMO MEGLIO QUESTI DUE GRANDI SANTI:
PIETRO, LA ROCCIA
Pietro era un galileo della città di Betsaida e fratello dell'apostolo Andrea. Essi erano pescatori in società con Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo. Era sposato e viveva a Cafarnao; nella sua casa si trovava anche la suocera, che Gesù guarì dalla febbre. Secondo l'aramaico il suo nome era Simeone. Gesù, però, già al loro primo incontro gli dice che si chiamerà Kefà (in aramaico "roccia-pietra", in greco Pètros) e la scelta del nome ha un significato immediato in Giudea, dove grandi formazioni rocciose si alternano a dune di sabbia.
I Vangeli attribuiscono chiaramente a Pietro la guida del gruppo dei discepoli del Signore; ogniqualvolta è dato l'elenco degli apostoli egli è citato per primo; è lui che fa le domande a nome degli altri; con Giacomo e Giovanni fu testimone della resurrezione della figlia di Giairo, della trasfigurazione, dell'agonia di Gesù nel Getsemani. E' coraggioso e impulsivo: tenta di camnminare sulle acque; vuloe fare le tende per Gesù, Mosè ed Elia; è determinato a essere fedele a Gesù fino alla morte. Il racconto del triplice rinnegamento è riportato in tutti e quattro i Vangeli e ciò indica il profondo sconcerto che questa vicenda deve aver procurato tra gli apostoli: anche Pietro cade quando è messo alla prova. Dopo la resurrezione la triplice negazione è perdonata e diventa triplice professione di fede: "Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai che ti amo" (Gv 21,15). Il giorno di Pentecoste è lui, pieno di Spirito Santo, a rivolgersi alla folla convenuta a Gesrusalemme. In tutte le decisioni cruciali della prima Chiesa Pietro ha la parola decisiva; opera la prima guarigione dello storpio, presso le porte del Tempio e con Giovanni compare davanti al Sinedrio. E' ancora a lui che viene rivelato, andando contro tutte le sue convizioni di buon giudeo, do accettare anche le genti che non discendono da Abramo e Mosè. Così, vincendo una certa resistenza di mischiarsi ai "gentili" (non ebrei), battezza il centurione Cornelio e la sua famiglia. Dopo aver affidato a Giacomo il Minore la Chiesa di Gerusalemme, si recò in visita alle altre nuove comunità. Probabilmente fu il fondatore della Chiesa di Antiochia e soggiornò a Corinto per un periodo. L'ultima parte della sua vita la trascorse accompagnando i cristiani di Roma. Subì il martirio sotto Nerone (54-68 d.C.).
PAOLO, IL MISSIONARIO
Paolo nacque a Tarso di Cilicia, un centro importante nel sud-est dell'attuale Turchia, in cui era sorta una colonia di ebrei della diaspora. Egli cresiuto nell'ambiente di una fedele famiglia giudaica, parlava greco ed era insignito della cittadinanza romana; inoltre dal padre apprese come lavorare la lana o le fibre di lino per farne stuoie o tende. Verso i 12-13 anni lasciò Tarso e si trasferì a Gerusalemme per essere educato da Rabbì Gamaliele I, secondo le più rigide norme del fariseismo e acquisendo un grande zelo per la Torah mosaica. Sulla base di questa ortodossia era più che convinto che fosse necessario combattere chi si allontanava dalla sua fedeltà alla legge. Ciò spiega perchè contrastasse il movimento che si richiamava a Gesù di Nazaret, in quanto rappresentava un rischio per l'identità giudaica.
E' in questo contesto che si colloca l'evento di Damasco: "mentre era in viaggio, all'improvviso, lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce: Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti?" (At 9,3-4). Da quel giorno la vita di Paolo cambiò radicalmente: "quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo" (Fil 3,7-9). Paolo si sente un chiamato che per grazia ha ricevuto la rivelazione del mistero di Cristo e non può fare a meno di annunciare a tutti questo straordinario evento.
Tradizionalmente si suddivide l'attività apostolica di Paolo sulla base dei tre viaggi missionari, a cui si aggiunse il quarto verso Roma, come prigioniero. Del primo l'apostolo non ebbe diretta responsabilità, che fu affidata al cipriota Barnaba. Insieme partirono da Antiochia (At 13, 1-3), andarono a Cipro e toccarono le coste meriodionali dell'Asia Minore. Dopo questa missione, Paolo si separò da Barnaba, scelse Sila e iniziò il secondo viaggio missionario (At 15,36-18,22); attraversata l'Anatolia, fecero tappa a Filippi e a Tessalonica, in Macedonia, quindi ad Atene, a Corino e a Efeso. Il terzo viaggio ebbe inizio come sempre ad Antiochia luogo in cui, ci dice san Luca, i seguaci di Gesù furrono chiamati per la prima volta "cristiani". Da lì Paolo puntò dritto su Efeso, capitale della provincia d'Asia; passata la Macedonia, ritornò a Corinto e giunse a Mileto, per concludere a Gerusalemme, dove per un malinteso fu arrestato. Essendosi Paolo, come cittadino romano, appellato all'imperatore, il procuratore lo inviò a Roma sotto custodia militare. Questo ultimo viaggio toccò le isole mediteranee di Creta e Malta, le città si Siracusa, Reggio Calabria e Pozzuoli. A Roma, Paolo, incontrò le comunità cristiane e quella ebraica. Subì il martirio probabilmente durante la persecuzione di Nerone.
UNO SGUARDO AL LATINO
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